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| Nazione | Italia |
| Regione | Sicilia |
| Genere | Vino |
| Tipologia |
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| Annata | 2024 |
| Fermentazione | Spontanea |
| Lieviti |
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| Filtrazione | Non Filtrato |
| SO2 |
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| Grado Alcolico | 11,5% |
| Formato bottiglia | 0,75 l |
| Box content | 12 |
| Tappo |
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| Temperatura di servizio | 10° C |
| Disponibilità |
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La scoperta dell'Etna, la sua zonazione alla ricerca dell'identità territoriale per produrre vini tra i più grandi al mondo
Ci troviamo a Solicchiata, sulle pendici del versante Nord dell’Etna, zona estremamente vocata per la produzione dei vini rossi e dove le Contrade trovano maggior personalità ed espressività, anche e soprattutto grazie alla massiccia presenza di vigne a piede franco con oltre 50 anni di età.
Qui gli appezzamenti, per la maggior parte nel tipico sesto ad alberello e divise per Contrade o “Cru”, godono ovviamente di un sottosuolo di matrice vulcanica in grado di conferire straordinaria mineralità, complessità e profondità ai vini prodotti.
Frank Cornelissen, tra i primi a credere nell’immenso potenziale dell’Etna, si trasferisce sui suoi crinari nel lontano 2001, quando era ancora una zona pressoché sconosciuta dal punto di vista vitivinicolo, cominciando a lavorare con un approccio volto a valorizzare l’unicità espressiva delle singole Contrade.
In vigna il lavoro è da sempre il frutto dell’osservazione del contesto naturale e dalla messa in atto di pratiche biologiche e talvolta biodinamiche in grado di tutelare territorio, uva e di conseguenza i vini evitando, dove possibile, di arare la terra, concimandola e intervenendo con qualsiasi altro tipo di trattamento chimico tradizionale.
In cantina la gestione si pone come obiettivo quello di far trasparire tutte le caratteristiche, le personalità e le differenze che caratterizzano le diverse Contrade: minimo utilizzo di solforosa, filtrazione a maglie larghe e utilizzo della vetroresina come contenitore per l’affinamento.