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Intervista a Mattia Caruzzi: Sot La Mont e i vitigni autoctoni del Friuli

Intervista a Mattia Caruzzi: Sot La Mont e i vitigni autoctoni del Friuli

Siamo in Friuli, a Corno di Rosazzo, ai piedi dei monti Cjavalàr, Mont di Poane, Sabadin e Col del Vint.
Qui M
attia Caruzzi, all’età di 20 anni, prende in mano i vigneti di famiglia e con passione e dedizione fonda Sot La Mont. Questo territorio è straordinario e si caratterizza per le vigne vecchie da selezione massale, per un suolo composto di marne – in gergo “Ponca” – e per un micro clima che grazie alla presenza delle montagne garantisce ventilazione ed escursione termica.
Mattia sperimenta e fa continua ricerca, animato com’è dalla voglia di far sempre meglio.
Chiediamo a Mattia di raccontarci la sua storia e quella di Sot La Mont.

Raccontaci un po’ della tua storia. Come hai intrapreso la strada di vignaiolo?

Tutto è iniziato in maniera casuale. Purtroppo mio nonno ha avuto un infortunio ed ho dovuto prendere io in gestione il piccolo vigneto di famiglia. Da lì ho iniziato ad appassionarmi al mondo del vino. Nei 2 anni successivi ho affittato altri vigneti per poi aprire l’azienda Sot La Mont.

La passione per il mondo dei vini naturali ce l’hai da sempre o si è sviluppata col passare degli anni?

Direi che ce l’ho da sempre. Da quando mi sono affacciato al mondo del vino ho utilizzato un approccio naturale. L’obiettivo è raggiungere il massimo livello qualitativo limitando al minimo necessario l’uso di sostanze di sintesi e coadiuvanti sia in cantina che in vigna.
Cerco di valorizzare e preservare ciò che la natura mi offre senza però alterarlo.

Il legame con il territorio ha influito sulla tua scelta di fare vini naturali?

Certamente. Sono orgoglioso e innamorato del mio Friuli fin da quando sono piccolo. Viene da sè la volontà di produrre vini naturali. Il mio scopo è quello di avere un vino che ad ogni sorso riesca ad esprimere la mia personalità e il terroir su cui si sviluppa.

Hai la fortuna di poter coltivare delle vigne molto vecchie, quanto impatta secondo te questo sul prodotto finale?

Avere delle vigne molto vecchie è senz’altro importante. Ho la fortuna di avere vecchie varietà di vitigni autoctoni ormai rarissimi (il Friulano su tutti). Inoltre, a livello agronomico le viti vecchie si caratterizzano per un apparato radicale decisamente sviluppato. Le radici raggiungono dei livelli molto profondi nel terreno. In questo modo riescono a prendere tutte le sostanze nutritive dei vari strati di terra e si arricchiscono. Ciò permette ai vini di raggiungere un grado di complessità maggiore. Secondariamente un apparato radicale così profondo risponde meglio a calore e siccità.

Una curiosità, come nasce il nome Sot La Mont?

Il nome Sot La Mont in friulano significa “sotto il monte”. Anche la M del logo è ispirata al particolare profilo dei monti che ci dividono dalla Slovenia: Cjavalàr, Mont di Poane, Sabadin e Col del Vint.

Puoi darci tre aggettivi che caratterizzano il tuo vino?

I 3 aggettivi con cui mi sento di descrivere i miei vini si sposano perfettamente con la filosofia di Meteri: territoriali, naturali e artigianali.

Sei giovane ma hai comunque le idee molto chiare. Qual è il desiderio più grande che hai per il tuo futuro e per quello dell’azienda?

Spero di riuscire ad ingrandire l’azienda: in primis la cantina. In seguito vorrei anche realizzare un Bed & Breakfast. In questo modo anche chi viene a visitare la cantina può prolungare il suo soggiorno e godersi un po’ di relax.
Per quanto riguarda il vino, il mio obiettivo è quello di migliorarlo in maniera costante e continua. Un’idea che mi piacerebbe mettere in atto è provare a fare vini con affinamenti più lunghi.

Puoi dirci se è cambiato qualcosa nel tuo modo di vivere la vigna e il mondo dei vini naturali da quando hai incontrato Meteri?

Non ho cambiato il mio modo di vivere la vigna perché le nostre due filosofie sono molto vicine.
Sono contento che Meteri abbia voluto avermi nella sua squadra di vignaioli. Ha dato fiducia ai miei vini, anche quelli che ho voluto sperimentare negli anni.
Per esempio, con la nuova vendemmia ho aumentato la produzione del “Ronco Delle Api” il mio Verduzzo Friulano secco macerato.

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By |2020-10-01T09:24:58+02:00settembre 30th, 2020|Interviste, Storie di produttori|0 Commenti

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