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I nuovi vini di Carlo Tabarrini – Cantina Margò in Esclusiva su Meteri

I nuovi vini di Carlo Tabarrini – Cantina Margò in Esclusiva su Meteri

Geniale e imprevedibile, spontaneo e irriverente: come Carlo, sono i suoi vini, realizzati nella più piena espressione del territorio e del non intervento. Cantina Margò è un progetto di ricerca e realizzazione, nella custodia di vigne che piantano le radici su terreni di marna e fossili con formazioni calcaree.

Carlo è un sognatore, il vino lo vuole fare. Lavora in fabbrica, non ha un’eredità da gestire ma il richiamo della vigna è irresistibile. Quando si crea l’occasione, la vigna la trova, la prendo in affitto. In fabbrica di notte e con la pompa a spalla a trattare di giorno.

Dal 2008 ogni vendemmia è sperimentazione, che porta a nuove consapevolezze e una maturità crescente che i vini raccontano annata dopo annata, a rivelare un territorio che sembra avere un potenziale straordinario.

I 3 ettari coltivati in Biologico Certificato sono Trebbiano, Grechetto e Sangiovese, con quest’ultimo che rimanda a territori ben più celebrati.

Le macerazioni sui bianchi sono brevi, 3-4 giorni al massimo. Tutte le fermentazioni sono con lieviti indigeni, gli interventi in cantina sono ridotti al minimo, e l’uso della solforosa limitato al punto di avere anche meno di 10 mg/l in alcune cuvée.

I suoi vini hanno fatto molta strada, tanto da essere recensiti e apprezzati da personaggi come Gae Saccoccio, Luca Gardini ed essere stato scelto come uno dei migliori vignaioli d’Italia 2020 da Luciano Ferraro, nonostante la premiazione non sia avvenuta ufficialmente per via del lockdown.

La prima vendita di Carlo avviene grazie al rapporto di amicizia creatosi col giornalista Andrea Scanzi, di cui Carlo è un fan e al quale fece assaggiare i suoi vini alla presentazione del secondo libro dell’autore.

La Storia di Carlo Tabarrini

Carlo non era un grande appassionato di vino, ma grazie ad alcuni amici inizia ad approfondire il mondo dei vini naturali e ad appassionarsi.

Inizia a vinificare ad inizio anni 2000 tramite conoscenti che avevano una vigna. Nel frattempo lavora alla Perugina fino a quando nel 2008, a causa della crisi, finisce in cassa integrazione e decide di affittare una vigna, per poi acquistarla nel 2009. Nel 2013 crea la cantina, mentre precedentemente lavorava in garage.

È un autodidatta, non ha studi agronomici alle spalle, né consulenti, ma è uno sperimentatore, “sono contro l’immobilismo, sono per la ricerca” dice, e l’evoluzione dei suoi vini riflette perfettamente la sua indole sperimentale.

La Filosofia Produttiva

Fino al 2016 produce senza solforosa aggiunta, ma decide in seguito di usarne piccole quantità (20-25 mg/L al massimo): “è importante non aggiungere solforosa all’inizio, perché non è solo un conservante ma anche un selezionatore di lieviti e batteri. La nostra generazione deve prendere spunto dai nostri nonni, non dai nostri padri. La chimica nel vino c’è, ma la chimica di sintesi è sbagliata”.

Tabarrini usa il pied de cuve solo se non parte la fermentazione, perché nonostante sia una selezione di lieviti caratteristici di un terroir, esclude la tipicità data dalle annate e dai batteri della cantina. “Preferirei la fermentazione spontanea totale, ma talvolta uso il pied de cuve per necessità”.

L’attenzione ai lieviti e al terroir si riflette anche nella gestione della cantina: Carlo infatti ritiene che una pulizia maniacale possa far perdere un veicolo di tipicità, “credo che i lieviti di cantina facciano da effetto volano, ogni anno si aggiungono dei tasselli e il vino si evolve”.

I Vini di Carlo Tabarrini

La presentazione video dei vini con Carlo Tabarrini, Lorenzo Costa di Oltre. Bologna e Raffaele Bonivento, CEO di Meteri.

Fiero Bianco Umbria Grechetto 2019

Macerazione breve per questo Grechetto in purezza. Al naso è timido, leggermente etereo, ricorda la mela matura e il melone, il rosmarino e la buccia d’arancia. In bocca è vivace, si muove sulle corde dell’acidità volatile che nel vino è presente e ben integrata. La bevibilità si distingue, le sensazioni finali rivelano una trama sapida molto piacevole.

Regio Bianco Umbria Trebbiano 2019

Trebbiano in purezza da breve macerazione. Teso e polposo, di frutta gialla e fiori bianchi. L’anima elegante del trebbiano, più fine che decadente. Lungo e pieno, fresco, bevibile. Un vino che testimonia la maturità di Carlo Tabarrini. Fave e pecorino freschi. 

Umbria Rosato IGP 2019

Rosato da breve macerazione di Sangiovese, naso di bavarese alle fragole per una bocca tesissima e dritta. Da bere fresco, se non freschissimo. Alcolicità contenuta e acidità rinvigorente. Da aperitivo e su tutta la tavola, mari e monti. Pizza Burrata e prosciutto Crudo.

Umbria Bianco Frizzante Sur Lie 2019

Un rifermentato in bottiglia non comune da uve Trebbiano. Naso di noci tostate, iodio marino e latte caprino. Scaldandosi e ossigenandosi nel bicchiere rivela una memoria di frutta tropicale. Un vino inafferrabile e ironico!

I vini di Carlo Tabarrini sono distribuiti in esclusiva da Meteri





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By |2020-06-03T15:30:33+02:00maggio 6th, 2020|Interviste, Storie di produttori|0 Commenti

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