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Produttori

Valentina Passalacqua

NazioneItalia
RegionePuglia
Inizio Attività1999
DOCPuglia IGT
Ettari vitati45

Età delle vigne18 anni
Agricoltura praticatabiologica certificata, in certificazione biodinamica
VitigniBombino, Fiano Minutolo, Falanghina, Greco, Nero di Troia, Negroamaro, Primitivo, Montepulciano, Aleatico
Produzione annua100.000 bottiglie



La tenuta di Valentina Passalacqua si trova ad Apricena, all'interno del Parco Nazionale del Gargano, su terreni di proprietà della famiglia Passalacqua fin dai primi anni del 1900.
Quest'area, considerata incoltivabile a causa del suolo particolarmente pietroso, era al tempo utilizzata esclusivamente per la transumanza e per il pascolo del bestiame, finché il padre di Valentina non scoprì la vera ricchezza di quel sottosuolo: un ricchissimo giacimento da cui ancora oggi si estrae il Biancone di Apricena, una pietra calcarea da cui viene lavorato uno tra i marmi più pregiati d'Italia.

A partire dai primi anni 70, fu possibile frantumare e scavare il terreno rendendolo così adatto anche all'agricoltura. Nel 1999 nasce ufficialmente l'Azienda Agricola Biologica Valentina Passalacqua, su di una superficie totale di circa 70 ettari, di cui 45 adibiti a vigneto.

I vitigni sono prevalentemente autoctoni ( Bombino, Fiano Minutolo, Falanghina, Greco, Nero di Troia, Negroamaro, Primitivo, Montepulciano, Aleatico), a cui si aggiungono alcuni vigneti di Pinot Grigio e Chardonnay.

Le vigne si trovano a 200 metri sul livello del mare, alle pendici del Gargano ed in una situazione microclimatica particolarmente favorevole, grazie all'ottima esposizione a sud ovest che garantisce un assolamento continuo durante tutto l'anno, ed alla ventilazione costante che assicura importanti escursioni termiche anche nelle annate più calde. Per le vigne esposte più a sud si utilizza l'allevamento a tendone, mentre per quelle più a ovest è preferita la spalliera. Una piccola porzioni di vigne è recentemente allevata anche ad alberello.

Il suolo pietroso, ricco di minerali e molto drenante è naturalmente parte integrante delle particolarità pedoclimatiche della zona.

I vigneti, certificati biologici dal 1999 ed in via di certificazione biodinamica, sono lavorati seguendo i cicli astrali che regolano i ritmi della natura per rendere il terreno vitale e soffice, aiutando le viti a raggiungere i nutrienti minerali nel profondo della roccia garganica che donano ai vini forza e mineralità. Contro le malattie stagionali si utilizzano zolfo, rame, preparati biodinamici e confusori sessuali.

Dopo la vendemmia manuale, le uve fermentano con i lieviti indigeni nella cantina interamente scavata nella roccia per poi rimanere in affinamento sulle fecce nobili. Non vengono effettuate chiarificazioni né filtraggi, e viene aggiunta una minima quantità di solfiti solo in fase di imbottigliamento. 



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